LA STORIA
Kader, in Italia con la Costa d'Avorio nel cuore
06 Novembre 2017
Da CHIARA SATURNINO
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LA STORIA CONTINUA

Kader ha attraversato il Mediterraneo per arrivare in Europa con un sogno: continuare a studiare e fare qualcosa di positivo per il suo Paese d’origine. Oggi ha 18 anni, è in Italia da soli 12 mesi ma parla già fluentemente la lingua, studia per ottenere il suo diploma di scuola superiore. Il ragazzo è anche responsabile di un’associazione che mette in contatto gli Ivoriani in Italia e nella sua città natale, Man, con lo scopo di migliorare le condizioni di vita nel suo Paese. Sogna di tornare poi in Africa occidentale con un messaggio importante: emigrare non è l’unica soluzione possibile.

La storia di Kader cambia radicalmente dalla morte del fratello maggiore, quando al ragazzo viene chiesto di rispettare la tradizione Senoufo e prendere in moglie la cognata. Il giovane vede naufragare il sogno di studiare e di realizzare un progetto per migliorare le condizioni di vita di Man, la città in cui vive, capoluogo del distretto delle Montagne. Kader racconta che il turismo potrebbe rappresentare un’importante chiave di sviluppo per il suo Paese e potrebbe dare da vivere a tante persone. Ma il degrado in cui versa la città da cui proviene non solo non permette di creare le condizioni per incentivare il turismo, ma è inoltre dannoso per la salute della popolazione. E così il ragazzo è scappato in Italia per proseguire gli studi, con l’obiettivo di diplomarsi all’Istituto per il turismo e tornare in Costa d’Avorio con le competenze e l’esperienza utili per realizzare il suo sogno. Ma il primo passo è ripulire la città, creare le condizioni affinché i bambini possano giocare per strada senza rischi per la loro salute e frequentare la scuola senza dover attraversare ogni giorno un ambiente malsano e degradato. Così è nata l’iniziativa del crowfunding. Con gli amici ivoriani a Man e con quelli che come lui hanno affrontato il viaggio e che adesso sono ospitati in altre Regioni italiane, ha realizzato un’associazione chiamata “Génération Consciente”. Tra i progetti: quello di ripulire la città e offrire a tutti l’occasione di vivere una vita migliore nel proprio Paese d’origine. Il progetto ha un costo di circa 4500 euro che il ragazzo vuole raccogliere attraverso una campagna di raccolta fondi via internet. L’organizzazione, nata dall’idea di 4 persone, conta oggi sulla partecipazione attiva di oltre 6000 membri.

“Il messaggio che mi sento di dare a tutti i miei amici in Costa d’Avorio e agli altri ragazzi che come me affrontano un viaggio difficile per raggiungere l’Italia – dice il ragazzo – è di non arrendersi mai. Dall’altra parte del Mediterraneo non è tutto semplice e scappare non è la soluzione. Dobbiamo creare le condizioni per stare bene nel nostro Paese. Mai nessuno dovrebbe star male perché vittima di abusi e violenze in Libia, mai nessuno dovrebbe affrontare il dramma di un naufragio o di un viaggio in mare su un gommone. Mai nessuno dovrebbe sentirsi costretto ad andare via dal posto in cui è nato e cresciuto per mancanza di alternative. Possiamo fare del nostro Paese una terra migliore, possiamo creare le condizioni per far sì che questo avvenga ma dobbiamo essere noi a crederci per primi”.

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